2026
ANNO INTERNAZIONALE ONU DELLE DONNE CONTADINE

Le donne contadine e rurali si assumono responsabilità – verso le persone, gli animali, la natura e il futuro della nostra alimentazione. Il loro impegno e il loro lavoro restano tuttavia spesso nell’ombra.

Nel 2026, le donne contadine sono al centro dell’attenzione: le Nazioni Unite hanno dichiarato quest’anno Anno internazionale delle contadine e delle agricoltrici.

Le donne contadine sotto i riflettori

I ritratti delle donne contadine

L’Unione Svizzera delle Donne Contadine e Rurali ha promosso un progetto per il quale sono stati creati dei ritratti delle donne contadine di tutta la Svizzera. Le loro personalità e le loro attività variegate mostrano in modo impressionante la diversità del loro lavoro, il loro contributo all’agricoltura e il modo in cui uniscono responsabilità, innovazione e tradizione, diventando così dei modelli. Sul sito dell’USDCR (paysannes.ch e landfrauen.ch) si trovano i ritratti (in francese e tedesco). Qui trovate il ritratto di Sevenja Krauss, donna contadina del Ticino.

Sevenja Krauss, Cugnasco TI

Impiegata di commercio AFC con maturità

Orticoltrice AFC

“Quando, dopo lunghe ore di lavoro, mordo la prima fragola matura, non vengo invasa soltanto dal succo dolce del frutto, ma anche dall’orgoglio di aver coltivato io stessa un prodotto così delizioso.

Questa gioia di accompagnare una coltura con tanto lavoro e sensibilità mi rende felice giorno dopo giorno e sono convinta che questa passione si percepisca in ogni verdura e in ogni bacca.”

I nostri eventi per festeggiare le donne contadine

Al fine di onorare al meglio quest’anno internazionale, che coincide anche con i 25 anni della nostra associazione cantonale, abbiamo previsto due momenti pubblici.

Il 18 maggio andremo al Ballenberg a visitare l’esposizione “Le donne nell’agricoltura: ieri – oggi – domani”.

Il 21 novembre vi sarà una serata evento, alla Sala Multiuso di Sant’Antonino, dalle 19.00. Durante questa serata vi sarà un momento di tavola rotonda tra tre personalità femminili del nostro Cantone legate al mondo agricolo: Alice Ambrosetti, presidente ADCTi; Emma Fabretti, agricoltrice e Myra Zündel, giovane viticoltrice. Inoltre, alla tavola rotonda parteciperà come ospite d’onore Anne Challandes, presidente dell’Unione svizzera delle donne contadine e delle donne rurali (USDCR). La serata sarà moderata da Lara Montagna (RSI). A seguire, è previsto un aperitivo-cena offerto con prodotti locali. Dettagli seguiranno, segnatevi fin d’ora la data!

Esposizione al Museo svizzero all’aperto di Ballenberg: “Le donne nell’agricoltura: ieri – oggi – domani”

Chi sono le donne che lasciano la loro impronta sulle nostre aziende agricole e sull’approvvigionamento alimentare – spesso lontano dagli sguardi? L’esposizione “Le donne nell’agricoltura: ieri – oggi – domani” le mette sotto i riflettori con ritratti autentici. Offre uno sguardo sulla loro quotidianità e sui loro compiti, guardando allo stesso tempo al passato e al futuro.

L’esposizione invita a riscoprire la prospettiva femminile nell’agricoltura: ispirante, toccante e capace di far riflettere.

Attraverso immagini, suoni e filmati, i visitatori incontrano, nel contesto storico di Ballenberg, donne che vivono e plasmano l’agricoltura con passione. Parlano di tradizione e cambiamento, di ruoli, di sfide, di responsabilità, di conciliazione e di questioni legate al futuro. Le donne presentate sono allo stesso tempo modelli e pioniere. Mostrano ai giovani che l’agricoltura ha molte sfaccettature e offre numerose prospettive.

L’esposizione è stata realizzata in occasione dell’Anno internazionale dell’ONU dal Servizio d’informazione agricola (LID) in collaborazione con l’Unione svizzera delle contadine e delle donne rurali (USPF) e il Museo svizzero all’aperto di Ballenberg.

L’esposizione “Le donne nell’agricoltura: ieri – oggi – domani” è visitabile per tutta la stagione 2026 nella casa di Ostermundigen.

Vuoi sostenerci? Ecco come fare!

Quest’anno rappresenta per noi un’occasione importante anche per raccogliere un sostegno finanziario; come associazione è sempre difficile far quadrare i conti, e per continuare a proporre attività di qualità è importante avere anche un sostegno esterno. Per qualsiasi vostro contributo potete fare un versamento al conto XXX. Il contributo verrà utilizzato per i nostri eventi e per attività della nostra associazione: fin d’ora, grazie di cuore!

Intervista a Sevenja

Questo articolo è stato scritto da Lotti Hunziker, autrice dell’USPF.

Tra le lingue e l’intuizione

Mani nella terra, lavoro fatto con il cuore

Grazie alle sue radici svizzero-tedesche, la ticinese di 27 anni parla correntemente lo svizzero tedesco. È sì la sua lingua madre, ma la lingua del cuore è l’italiano. “L’italiano mi viene spontaneo, per il tedesco devo riflettere”, dice ridendo. Questo mostra già qualcosa che caratterizza Sevenja: la percezione onesta di ciò che sembra giusto.

In origine voleva diventare educatrice dell’infanzia. Lavorare con i bambini, accompagnarli, essere presente – questo corrispondeva alle sue aspirazioni più profonde. Tuttavia si è lasciata convincere che una formazione commerciale sarebbe stata “più ragionevole”. Ha quindi seguito un apprendistato come impiegata di commercio in una compagnia di assicurazioni e ha resistito, anche se il lavoro d’ufficio non faceva per lei. Troppo chiuso. Troppo silenzioso. Non appena possibile si recava nell’azienda orticola di sua madre. Meglio avere i muscoli stanchi e le mani sporche che svuotarsi di energia restando seduta

Segnata dall’azienda agricola

L’azienda è strettamente legata alla sua storia personale. Il padre di Sevenja ha lasciato la piccola famiglia quando lei aveva tre anni. Da allora sua madre gestisce la fattoria da sola, con la figlia al suo fianco fin dall’inizio. “Mi piaceva fare colazione sul trattore”, ricorda Sevenja.

Ha visto quanto duramente lavorasse sua madre e quante responsabilità si assumesse. E ha imparato molto presto che si può condurre una vita difficile ed essere comunque realizzati. Soprattutto quando si accetta l’aiuto e si condividono i compiti.

Il coraggio di cambiare – bacche invece dell’ufficio

Quando una conoscenza ha lanciato l’idea di avviare una produzione di bacche, è servito coraggio. Non c’erano garanzie, né sicurezza. Eppure hanno fatto il passo, diventando le prime produttrici di bacche della loro regione, e finora le uniche. Sevenja ha acquisito conoscenze, si è confrontata con altri, ha imparato facendo. Con due partner di Zugo ha fondato una Sagl. I partner si occupano della distribuzione, mentre Sevenja si concentra su ciò che sa fare meglio: coltivare.

È responsabile della produzione, della raccolta e dell’organizzazione, gestisce i collaboratori stagionali e consegna direttamente ai ristoranti. Apprezza molto il sostegno di sua madre, che si occupa di gran parte del lavoro d’ufficio. “Lei ha esperienza, e io ho imparato che non devo fare tutto da sola.”

Sevenja vuole spendere energie, stare all’aperto, sentire la stanchezza fisica dopo una lunga giornata. “Non ho bisogno di una palestra”, dice ridendo. Durante le settimane invernali più tranquille corre con il suo cane – l’attività fisica non è un obbligo per lei, ma le dà equilibrio.

L’atteggiamento e la passione per affrontare il futuro

Negli anni a venire Sevenja vorrebbe rilevare l’azienda. Per questo prevede di frequentare la scuola per capi azienda agricola. Il percorso da seguire è diventato più chiaro, anche perché ha imparato ad affermarsi e a non prendere più decisioni che vanno contro le sue convinzioni più profonde.

Ciò che le pesa è la crescente pressione amministrativa. Regolamenti, marchi, dichiarazioni. “La guerra amministrativa diventa sempre più intensa. Potremmo assumere una persona al 100% per occuparsene, ma non potremmo pagarla.” Come molte altre persone attive nell’agricoltura, soffre del fatto che lo sforzo necessario per ottenere prodotti di alta qualità sia sottovalutato. “Tutti vogliono qualità, ma a basso prezzo.” Un cattivo raccolto può compromettere un intero anno.

Condivide la sua quotidianità sui social network: in modo autentico, senza artifici. Per spiegare, rendere visibile, far capire. Vede chiaramente il suo futuro nell’azienda agricola. A differenza di sua madre, oggi si concede consapevolmente dei momenti di pausa. “All’inizio avevo sensi di colpa. Mamma non se lo è mai permesso.” Oggi sa che prendersi cura di sé permette di restare a lungo in buona salute – e capaci di agire.

Da qualche tempo ha incontrato qualcuno. Il suo compagno è viticoltore e conosce le sfide. “Ci capiamo bene perché abbiamo le stesse preoccupazioni.” La tecnologia non le fa paura, anzi: la digitalizzazione diventa sempre più importante, anche nella sua azienda. La sviluppa poco a poco.

Sevenja Krauss non ha trovato la sua strada al primo tentativo. Ma l’ha seguita ascoltando: sé stessa, il suo corpo, i suoi sentimenti. Accettando l’aiuto, mostrando coraggio e impegnandosi per ciò che desidera davvero.